Augustas tra le 252 eccellenze ESG del Premio Bilancio di Sostenibilità 2026

Augustas tra le 252 eccellenze ESG del Premio Bilancio di Sostenibilità 2026

La sostenibilità è un percorso continuo, fatto di scelte e senso di responsabilità. È in quest’ottica che Augustas Risk Services ha costruito nel tempo un approccio capace di integrare in modo organico le performance ESG nel proprio modello di business, non solo come impegno interno, ma come parte integrante della consulenza che offriamo ogni giorno ai nostri clienti. Per questo siamo particolarmente orgogliosi di annunciare la nostra partecipazione al Premio Bilancio di Sostenibilità 2026, giunto alla sua quinta edizione: un’iniziativa nazionale promossa da Corriere della Sera Buone Notizie in collaborazione con NeXt – Nuova Economia per Tutti, che riconosce le aziende capaci di rendicontare in modo trasparente, rigoroso ed efficace le proprie strategie ambientali, sociali e di governance.

A seguito della presentazione del nostro Bilancio di Sostenibilità 2025, siamo stati selezionati tra le 252 realtà ritenute meritevoli dal Centro Studi NeXt, che ha valutato i report attraverso un framework strutturato in 30 parametri ESG analizzando misurabilità delle azioni, materialità, collegamento agli SDGs delle Nazioni Unite e definizione di obiettivi di miglioramento. Criteri esigenti, che rispecchiano la crescente attenzione del mercato verso una rendicontazione non finanziaria sempre più sostanziale. Essere riconosciuti in questo contesto ha un significato profondo: conferma la solidità del lavoro svolto internamente, e ci ricorda quanto sia fondamentale accompagnare le organizzazioni che supportiamo verso un percorso di sostenibilità sempre più maturo. La consulenza, per sua natura, è responsabilità condivisa.

Mercoledì 25 marzo, presso la sede del Corriere della Sera a Milano, abbiamo partecipato alla cerimonia conclusiva del Premio Bilancio di Sostenibilità 2026: un momento di confronto con altre realtà che stanno percorrendo la stessa strada, nella convinzione che rendere conto del proprio impatto non sia un obbligo formale, ma un atto di responsabilità verso chi verrà dopo.