Supply chain e risk management: prevenire i rischi tra fornitori, contratti e responsabilità 231

Supply chain e risk management: prevenire i rischi tra fornitori, contratti e responsabilità 231

La gestione del rischio lungo la supply chain è al centro della nuova puntata di Logisticamente On Air, il podcast di Logisticamente.it dedicato ai temi della logistica, dei trasporti e del Supply Chain Management.

L’episodio affronta un tema sempre più rilevante per le imprese che operano all’interno di filiere articolate: il rapporto tra terze parti, responsabilità 231, selezione dei fornitori, contratti e monitoraggio continuo. A guidare l’approfondimento è Gianluigi Lucietto, Vicepresidente di ANRA, l’Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali.

La supply chain come ecosistema interconnesso

Nella logistica contemporanea la catena di approvvigionamento non può essere letta solo come una sequenza lineare di passaggi tra fornitori, magazzini, trasportatori e clienti finali. È piuttosto un ecosistema composto da flussi fisici, informativi e finanziari, nel quale ogni nodo può incidere sulla continuità operativa dell’intera organizzazione.

La puntata parte proprio da questa prospettiva: quando una filiera si allunga e coinvolge fornitori diretti, subfornitori e partner esterni, aumentano anche le aree di esposizione. I rischi possono riguardare aspetti operativi, normativi, reputazionali, ambientali o finanziari. Per questo diventa centrale conoscere non solo il primo livello della fornitura, ma anche le possibili vulnerabilità che possono emergere lungo la rete.

Terze parti e D.Lgs. 231/01

Uno dei passaggi chiave dell’episodio riguarda il collegamento tra gestione delle terze parti e D.Lgs. 231/01. Il tema interessa direttamente le aziende che affidano attività a fornitori o partner esterni, soprattutto quando questi operano per conto o nell’interesse dell’impresa.

La puntata approfondisce perché non sia sufficiente scegliere un fornitore in fase iniziale, ma sia necessario prevedere controlli periodici, audit, indicatori di rischio e strumenti di segnalazione. Il rischio, infatti, può propagarsi lungo la filiera anche attraverso i subfornitori, rendendo necessaria una maggiore trasparenza nei rapporti e nei processi.

Selezione, contratto e monitoraggio

Il confronto mette in evidenza tre momenti centrali nella gestione del rischio: selezione del fornitore, contrattualizzazione e monitoraggio.

La selezione non riguarda solo il prezzo o la capacità di erogare un servizio, ma anche affidabilità, solidità, conformità normativa, resilienza e compatibilità strategica. Il contratto, a sua volta, viene letto non come un semplice adempimento formale, ma come uno strumento dinamico per definire responsabilità, livelli di servizio, clausole di continuità operativa, obblighi di comunicazione e diritti di audit.

Il monitoraggio chiude il processo, ma non lo conclude. La verifica nel tempo consente di intercettare segnali deboli, ridurre la dipendenza da singoli fornitori e intervenire prima che una criticità si trasformi in un’interruzione operativa.

Una puntata per chi gestisce filiere complesse

Il nuovo episodio di Logisticamente On Air offre una lettura utile per responsabili supply chain, risk manager, responsabili acquisti, operatori logistici e aziende manifatturiere chiamate a gestire filiere sempre più estese e interdipendenti.

Il punto centrale è il passaggio da una logica reattiva a un approccio più strutturato: non eliminare completamente i rischi, obiettivo irrealistico per qualsiasi organizzazione, ma conoscerli, valutarli e governarli lungo tutto l’ecosistema di valore.

FAQ – Supply Chain Risk Management e Fornitori (D.Lgs. 231/01)

D: Qual è il legame principale tra la gestione dei fornitori e il D.Lgs. 231/01? R: Il Decreto 231 stabilisce la responsabilità amministrativa delle imprese per reati commessi a loro vantaggio. Un’adeguata gestione dei fornitori (Supply Chain Risk Management) è essenziale per prevenire che illeciti commessi da terzi (come corruzione, reati ambientali o violazioni sulla sicurezza) possano ricadere sull’azienda committente.

D: In che modo si mitiga concretamente il rischio associato alla catena di fornitura? R: Attraverso processi strutturati di due diligence, qualifica rigorosa all’ingresso e monitoraggio continuo. È fondamentale assicurarsi che i partner commerciali condividano i valori aziendali, sottoscrivano il Codice Etico e adottino a loro volta procedure adeguate a prevenire i reati.

D: Quali azioni pratiche e di controllo si dovrebbero implementare verso i partner? R: L’azienda deve prevedere l’inserimento di specifiche clausole di salvaguardia e di risoluzione contrattuale in caso di violazione dei principi 231. È inoltre opportuno richiedere documentazione aggiornata sui presidi di sicurezza e legalità, oltre a condurre audit periodici per verificare l’effettivo rispetto degli standard richiesti.

D: Che ruolo ha il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOGC) nella gestione degli acquisti? R: Il MOGC deve mappare i rischi specifici legati alla supply chain e definire protocolli preventivi chiari. Prevede procedure documentate per l’accreditamento, per garantire la trasparenza, la tracciabilità delle decisioni e una corretta separazione dei compiti durante tutto il processo di selezione e pagamento dei fornitori.

D: I fornitori esterni devono avere accesso ai canali di segnalazione (whistleblowing) dell’azienda committente? R: Sì, le normative più recenti e i Modelli 231 aggiornati richiedono che i canali di whistleblowing aziendali siano accessibili anche ai soggetti terzi. Questo permette a partner e fornitori di segnalare in modo sicuro, confidenziale e tutelato eventuali illeciti, pressioni indebite o violazioni del Codice Etico riscontrati durante il rapporto di lavoro.